Cambiamenti climatici e stili di vita

Un piccolo cambiamento, nelle tue abitudini sbagliate può fare tanto.
I negozi sotto casa dei nostri paesi, sono i luoghi in cui oltre a fare la spesa ci si concede anche due chiacchiere, un sorriso. Non usciamo di casa solo per acquistare merce, non è il prezzo del prodotto l’unica cosa da valutare, c’è molto altro. Continua a leggere

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La tecnologia di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS)

La tecnologia di cattura e stoccaggio della CO2( CCS) detta anche “clean coal”, è una tecnica utilizzata   per catturare dai fumi delle centrali elettriche a carbone, le emissioni di biossido di carbonio. Dopo la cattura si procede al  sequestro: si provvede a iniettare il biossido di carbonio in specifici luoghi, come ad esempio nel sottosuolo a circa 7.000 metri sotto la superficie terrestre; a tali profondità, l’anidride viene conservata in profondi falde saline, che consistono in grandi sacche di salamoia che possono reagire chimicamente con questo gas, solidificandolo. Questa pratica non è efficiente come fin oggi si era pensato, le notizie che giungono dal  MIT (Massachusetts Institute of Technology )non sono incoraggianti. Continua a leggere

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Destra e sinistra addio

 

 

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“Destra e Sinistra addio’. Per una nuova declinazione dell’uguaglianza.

Il libro di Maurizio Pallante, fondatore del Movimento Decrescita Felice.

L’autore ha illustrato le contraddizioni che animano l’attuale modello economico, la diffusa sudditanza fra le parti politiche rispetto al mito della crescita e l’illuminante messaggio lanciato da papa Francesco nell’enciclica “Laudato si”. Il concetto è espresso in termini di risorse, cioè di una diminuzione dei consumi di risorse della terra da parte dei popoli che hanno più del necessario, al fine di aumentare la quantità di risorse utilizzabili dai popoli che hanno meno del necessario per sostenere una loro crescita economica sana, cioè diversa da quella non compatibile con i limiti della biosfera dei popoli ricchi.  Continua a leggere

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Sostenibilità o transizione?

Circolo Decrescita Felice di Bari

Sostenibilità o  transizione?

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TUTTI  i Paesi del mondo mirano alla crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL), per aumentare il tenore di vita dei cittadini e  far crescere il livello di occupazione. In realtà questo indicatore ha senso solo all’interno di una società basata sul modello economico che abbiamo perseguito fin ora, fondato sulla crescita dei consumi materiali e sulla  competitività nelle relazioni internazionali. Questo modello ha anche portato alla crescita della quantità di CO2 in atmosfera, al depauperamento delle risorse non rinnovabili, all’aumento dell’impronta ecologica mondiale, alla crescita del divario fra ricchi e poveri, all’aumento del degrado ecologico e sociale. In aumento c’è anche la temperatura del globo, e per evitare ulteriori danni al sistema dovuto ai cambiamenti climatici, è necessario sostituire le fonti fossili con energia  rinnovabile,  ma non basta, prima di tutto vanno ridotti gli sprechi energetici e quindi  il consumo di merci che non soddisfano reali bisogni. Le merci e l’energia sono direttamente proporzionali, non possiamo ottenere alcun tipo di merce senza l’utilizzo di energia.

È necessario un viraggio, una rivoluzione culturale, che attui dei  modelli basati  su valori diversi da quelli perseguiti fin ora, ponendo al centro i bisogni dell’ ecosistema di cui l’uomo è parte integrante e  non le necessità del “mercato”.

 

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Bioeconomia e Decrescita Felice

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Nicholas Georgescu-Roegen, padre fondatore della bioeconomia, è stato il primo a presentare la decrescita come una conseguenza inevitabile dei limiti imposti dalle leggi di natura. Se vogliamo comprendere per quali ragioni il modo tradizionale di fare economia, teorizzato dagli economisti neoclassici e diffuso dagli apologeti della globalizzazione e del pensiero unico, non è sostenibile, dobbiamo partire dalla teoria bioeconomica di Georgescu-Roegen.

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La forza più potente

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La tenerezza per sua natura  è qualcosa di fondamentalmente diverso dalla sessualità, dalla fame o dalla sete. La tenerezza non è auto-propulsiva, non ha scopo, non ha un punto culminante e non termina bruscamente. Trova il suo soddisfacimento nell’atto in sé, nella gioia d essere cordiali e affettuosi, di prestare attenzione, rispettare un’altra persona e renderla felice. Nella nostra  cultura  c‘è  poco spazio per la tenerezza,  quante volte in un film troviamo manifestazioni di vera tenerezza? Le immagini dei mas midia annunciano solo violenza. Siamo  capaci di tenerezza, ma  la nostra cultura la scoraggia, perché è orientata a perseguire uno scopo o plasmarci per adempiere al loro scopo. Continua a leggere

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