Archivio dell'autore: Patty L'Abbate

Un nuovo modello economico, un nuovo stile di vita.

Molte cose sono cambiate. Viviamo in un mondo completamente diverso. La rottura era già nell’aria ancora prima della crisi finanziaria. Il modello stava già cadendo a pezzi: l’idea di un’economia che promuove sempre più i consumi, se necessario creando sempre più debito, non funziona. Era già in difficoltà nel 2006. Quando arrivò la crisi finanziaria, sembrava che tutto potesse tornare come prima. Ma il modello economico attuale crea disuguaglianze, crea problemi ambientali, crea un sistema finanziario instabile, non sta migliorando la vita delle persone, rendendole più felici. Continua a leggere

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La teoria delle stringhe

Dalla fine degli anni sessanta esiste una nuova teoria delle particelle elementari nota come «string theory» (mal tradotta «teoria delle stringhe», invece che delle corde) nella quale tutte le particelle elementari corrispondono a stati di vibrazione diversi di un’unica entità: una cordicella vibrante (come se, in un certo modo, particelle diverse corrispondessero a note musicali diverse). Essa ci offre quindi una eccitante visione della natura come minuscole parti di stringa che oscillano in uno spazio con dimensioni nascoste sovrapposte. Tutte le implicazioni di queste idee sono ancora da comprendere. Le stringhe possono oscillare in un infinito numero di modi differenti, come le corte di un violino, che creano diversi suoni in un brano musicale. Qualcuno ha però visto queste cosiddette stringhe? La risposta è “no”.

  Einstein realizzò che spazio e tempo, sono soltanto differenti aspetti di un singolo oggetto che egli chiamò spazio-tempo. Corpi di enormi dimensioni, come pianeti, possono deformare e distorcere lo spazio-tempo e la gravità,  come un peso che posizionato su un tappeto elastico creerà una depressione in cui un vicino oggetto potrà rotolare, così un corpo di enormi dimensioni come un pianeta può distorce lo spazio, attraendo gli oggetti vicini.

Una delle sue più sorprendenti e significative ipotesi è che lo spazio-tempo non sia quadridimensionale ma a dieci dimensioni. E’ solo nelle dieci dimensioni dello spazio-tempo che la Teoria delle stringhe funziona. L’idea di dimensioni nascoste fu effettivamente avanzata molti anni prima della formulazione della Teoria delle stringhe dal tedesco T. Kaluza e dallo svedese O. Klein. Avendo descritto brevemente dopo Einstein il ripiegarsi dello spazio nella relatività generale, essi considerarono cosa sarebbe successo se una dimensione spaziale fosse stata ripiegata e ricongiunta a se stessa formando un cerchio. Le dimensioni di questo cerchio avrebbero potuto essere molto piccole, persino così piccole da non poter essere osservate. Avrebbero potuto essere nascoste alla vista. L’elettromagnetismo diventa allora una conseguenza del cerchio nascosto con il moto in una dimensione nascosta che sia carica elettricamente.

 Si suppone anche che,  in un pre-Big Bang, l’universo avrebbe subito una specie di collasso gravitazionale in un regime ancora «classico» (ovvero senza effetti quantistici rilevanti) fino a raggiungere i valori massimi di densità, temperatura e curvatura consentite dalla teoria delle stringhe. A questo punto l’Universo sarebbe entrato in una fase quantistica da cui sarebbe poi uscito per dar luogo all’Universo con la sua storia che conosciamo. Il Big Bang è così sostituito da un «Big Bounce» (Grande Rimbalzo). Questo potrebbe anche spiegare le condizioni «iniziali» molto finemente sintonizzate («fine tuned» in inglese) che servono a spiegare l’universo attuale e che, in assenza di una fase antecedente, hanno bisogno di nuovi paradigmi come quello dell’inflazione cosmologica. In altre varianti di questo scenario il processo di contrazione ed espansione si ripete all’infinito (universo ciclico).

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L’economia circolare della “cacca”.

Gli esseri umani hanno usato il letame animale come combustibile fin dal periodo neolitico, e hanno saputo come ottenere gas infiammabile dalla decomposizione della materia organica dal 17 ° secolo. I digestori anaerobici su piccola scala sono comuni in molti paesi in via di sviluppo, mentre gli impianti più grandi che producono calore ed elettricità dal letame animale e dai liquami umani sono da tempo utilizzati nei paesi occidentali. Eppure l’energia contenuta nella maggior parte degli escrementi va ancora sprecata.   Continua a leggere

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La Decrescita è semplicità e convivialità

Di Patty L’Abbate  Pubblicato su Gazzetta del Mezzogiorno il 21 dicembre 2017

Quando un’economia della crescita non può più crescere, perché i tassi di crescita che garantivano una certa ridistribuzione non possono più garantirla, il surplus prodotto è poca cosa ed è acquisito in modo sistematico da chi controlla l’economia globale e la finanza. Thomas Piketty, studioso e praticante dell’economia tradizionale, quindi non un radicale dell’ economia, dimostra che quando un tasso di crescita diminuisce in un economia, storicamente l’ineguaglianza tende ad aumentare. Il frutto dell’economia del metabolismo in crescita è quindi il disagio sociale ed ecologico, i danni ambientali dovuto agli impatti antropici, e l’aumento del gap fra i ricchi e i poveri. Questa estate ho incontrato in una summer school internazionale, Giacomo D’Alisa, economista, ricercatore presso l’Istituto di Tecnologia e Scienze Ambientali (ICTA) dell’Università Autonoma di Barcellona (UAB, Spagna). D’Alisa appartiene ad un  gruppo internazionale di ricerca sulla decrescita, e con Federico Demaria e Giorgos Kallis ha redatto:  “Degrowth: A Vocabulary for a New Era”. Il libro, già presente in libreria in lingua inglese, sarà pubblicato in Italiano nel prossimo anno. Continua a leggere

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