Non illudetevi… Cambiate abitudini. Nicholas Georgescu-Roegen

Nicholas Georgescu-Roegen, un personaggio unico, un grande uomo di scienza, professore di economia all’Università Vanderbilt di Nashville, statista e filosofo, nato sul  Mar Nero in Romania.  Un uomo coraggioso che ha smascherato i limiti dell’economia tradizionale.

” l’economia è stata forgiata nel paradigma meccanicistico di Newton e Laplace, e prende in considerazione solo fenomeni atemporali, non tiene conto del ciclo di Carnot, delle scoperte di Clausius e Darwin, che racchiudono  in se stesse il concetto di irreversibilità.”

Nello  1970 in una conferenza tenuta nell’Università dell’Alabama interviene  per la prima volta in un  dibattito sulla crescita:

“la crescita economica, la produzione industriale e l’aumento del capitale monetario sono accompagnati da un impoverimento delle risorse naturali perché dipendono da un continuo flusso di energia: ogni volta che l’energia passa attraverso un processo economico di produzione o di consumo, la sua quantità non cambia, ma inevitabilmente e irreversibilmente peggiora la sua qualità.”

Nel 1971 propone una nuova disciplina la Bioeconomia, e rappresenta il processo economico come un flusso unidirezionale che trasforma gli input di materia-energia di bassa entropia  in output di scarto ad elevata entropia. Dal punto di vista antropico, ogni attività economica quindi comporta il degrado di  risorse naturali in modo irreversibile. Non si degrada solo  l’energia ma anche la materia. Secondo il suo pensiero anche lo stato stazionario non è una soluzione, in quanto una  società stazionaria non potrà durare a lungo. Per il bioeconomista, la salvezza potrà esserci solo con una diminuzione egli sprechi, sia nella produzione che nei consumi.

“Non illudetevi di far viaggiare il pianeta con pannelli fotovoltaici, non illudetevi che il riciclo dei rifiuti vi dia una nuova illimitata fonte di materie scarse; non illudetevi neanche che una società stazionaria rappresenti la soluzione dei vostri problemi. Dovrete abituarvi ad avere delle automobili più piccole, dei macchinari più razionali, a ricorrere di più e meglio alle risorse rinnovabili dipendenti dal Sole, non tanto dai pannelli solari, quanto piuttosto dalla fotosintesi. Le regole della bioeconomia spiegano che bisogna fare i conti con i grandi processi fotosintetici, con le materie che la natura “fabbrica” continuamente e che devono essere prelevate con una velocità conforme a quella con cui vengono rese disponibili dai cicli biologici naturali. Le foreste e l’agricoltura razionale potranno soddisfare molti bisogni umani della popolazione mondiale, e dovrete ridisegnare le  città, i modi di trasporto, di abitazione, di lavoro, le merci, secondo canoni bioeconomici. L’orizzonte di sopravvivenza può estendersi per decenni o secoli, ma sarà tanto più vicino quanto meno faremo attenzione alle trappole tecnico-economiche che ci aspettano. Non ci si illuda, che sia il mercato a risolvere problemi economici perché sono bioeconomici, e sfuggono quindi all’economia tradizionale.”

Pubblicato sull’Agenda 2017 del Movimento Decrescita Felice.

 

 

 

 

 

 

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