Etichette alimentari: consultazione pubblica aperta fino al 7 gennaio 2015.

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Il 13 dicembre è entrata  in vigore il regolamento della Commissione europea 1169/2011 sulle  etichette alimentari. La normativa in questione ha lo scopo di armonizzare tutte le norme nazionali su tre fronti: la presentazione e la pubblicità degli alimenti, l’indicazione corretta dei principi nutritivi e  relativo apporto calorico e l’informazione sulla presenza di ingredienti che possono provocare allergie. In breve, l’intento è rafforzare la salvaguardia della salute dei consumatori grazie a una maggiore trasparenza delle informazioni, senza  intaccare la libera circolazione delle merci. La tabella  nutrizionale per gli  alimenti confezionati  ora deve contenere sette elementi:valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri e sale.  Per la prima volta in assoluto viene definita la dimensione minima dei caratteri tipografici delle etichette, che devono essere di almeno 1,2 mm (0,9 mm per le confezioni più piccole), questo per rendere più agevole la lettura anche da parte della popolazione anziana, in costante crescita nel bilancio demografico europeo. Le informazioni obbligatorie, le indicazioni nutrizionali e quelle relative all’origine devono trovarsi nello stesso campo visivo della denominazione di vendita. La data di scadenza deve essere riportata su ogni singola porzione preconfezionata e non più solo sulla confezione esterna. Le sostanze allergizzanti o che procurano intolleranze devono essere evidenziate con più chiarezza nella lista degli ingredienti usando accorgimenti grafici. L’aspetto innovativo è dato dall’estensione dell’etichettatura nutrizionale  ai prodotti alimentari somministrati nei pubblici esercizi, dai ristoranti alle mense, ciò porterà ad una maggiore responsabilità degli operatori alimentaristi e ad una crescente consapevolezza dei consumatori su ciò che mangiano. Per la prima volta viene inoltre regolata la vendita di alimenti sul web. I consumatori dovranno disporre di tutte le informazioni obbligatorie per legge (come nome dell’alimento, lista ingredienti, allergeni, quantità netta, etc.) prima della conclusione dell’acquisto.

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Si aggiunge un requisito importante:la sede “dell’operatore alimentare responsabile delle informazioni sul prodotto, da non confondere  con quella dello stabilimento di produzione, prima obbligatoria per la legge italiana (la 109 del 1992) ed ora  facoltativa . Sulla questione della sede dello stabilimento è sorto un movimento di opinione .Si paventa, infatti, il rischio che senza questa indicazione sarà impossibile capire se un’azienda italiana ha de-localizzato la produzione all’estero.  Per evitare di danneggiare le piccole  medie aziende Italiane a vantaggio quindi delle multinazionali, il Ministero delle Politiche Agricole  invita a ristabilire le giuste priorità: “Ci stiamo impegnando per salvaguardare in primo luogo la tracciabilità e l’indicazione dell’origine del prodotto. Riteniamo cioè sia più importante sapere innanzitutto da dove proviene la materia prima”. E proprio per giungere a un’etichetta alimentare “il più possibile trasparente e fatta su misura per il nostro mercato”. Ha lanciato sul proprio sito una consultazione pubblica, con un questionario, in cui si chiede ai cittadini di indicare quali informazioni vorrebbero trovare sui prodotti. La consultazione è aperta fino al 7 gennaio. Le risposte dei cittadini saranno vincolanti per elaborare proposte di legge successive all’entrata in vigore del regolamento europeo.

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