Decrescita

Già da tempo l’Europa ha deciso di introdurre nel calcolo del Pil la cosiddetta «economia non osservata», in particolare quella illegale: contrabbando, prostituzione e traffico di droga. A queste voci va aggiunta poi un altra novità: d’ora in poi le spese per armamenti e quelle destinate alla ricerca saranno conteggiate fra gli investimenti. Sembrerà assurdo, ma la decisione ha a che vedere con il tentativo di valutare in maniera il più possibile omogenea la ricchezza prodotta da ciascun Paese europeo. La Banca d’Italia stima che l’intera economia illegale varrebbe fino all ’11 per cento della ricchezza. Nello specifico, il fatturato delle droghe è stimato in 20-24 miliardi, quello della prostituzione in 7-8, il resto sarebbe quello del contrabbando di alcool e sigarette: in tutto 30-35 miliardi, circa due punti di Pil.  ( La Stampa)                                                                                              Ha senso considerare il commercio di droga e armi,  come ricchezza prodotta? L’’aumento di queste merci e quindi del Pil porta benessere alla popolazione?  Forse è il momento di  cambiare direzione, il sistema economico attuale non funziona. Quando si parla di “decrescita” molti immaginano di ritornare a vivere in comune nelle capanne. Non è questo! Non ci sono rinunzie, ma consumatori consapevoli e produttori coscienziosi. Non può esserci benessere dell’uomo se non è correlato con la tutela dell’ambiente, sono una sola entità, un solo grande ecosistema.

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