Archivio della categoria: Sustainability

Un pianeta in vendita

La promessa della crescita economica è che i poveri possano vivere come i ricchi e che i ricchi possano vivere come gli oligarchi. Ma già stiamo attraversando i limiti fisici del pianeta che ci sostiene. Rottura del clima, perdita di suolo, crollo di habitat e specie, mare di plastica, insetticida: tutti sono guidati dall’aumento del consumo. La promessa del lusso privato per tutti non può essere soddisfatta: non c’è spazio ne fisico e ne  ecologico. Nel nome dell’autonomia e della scelta, il marketing utilizza le ultime scoperte delle neuroscienze per abbattere le nostre difese. Con ogni generazione, la linea di base dei consumi normalizzati si sposta. Trenta anni fa, era ridicolo comprare l’acqua in bottiglia, l’acqua del rubinetto era pulita e abbondante, oggi, in tutto il mondo, usiamo un milione di bottiglie di plastica al minuto. Continua a leggere

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Il Plutocene

Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che deve soddisfare le esigenze del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie. Contiene due concetti fondamentali:  il concetto di “bisogni” e  l’idea di “limitazione” (Relazione Brundtland).  Ma quali sono le necessità umane? In cosa dobbiamo limitarci?

Con il secondo decennio del ventunesimo secolo è diventato chiaro che, l’homo sapiens piuttosto che spingere i suoi sforzi nella protezione della sua biosfera planetaria e delle specie viventi, continua a depauperare  le risorse rimanenti in armi, inclusi i missili nucleari, aumentando così il rischio di diffusione accidentale di radioattività sulla terra, negli oceani e in atmosfera. Con il tempo la possibilità diventa probabilità e la probabilità diventa certezza,  e le generazioni future rischiano di  annunciare  una transizione dall’era antropocenica ad un nuovo periodo geologico: il  Plutocene.

L’antropocene  è iniziato con la Rivoluzione Industriale nel 1750, e con l’insorgere di armi nucleari e emissioni nettamente aumentate della metà del XX secolo,  mentre il Plutocene, termine coniato dal paleoclimatologo Andrew Glikson, descrivere un periodo post-antropocenico segnato da uno strato sedimentario ricco di plutonio negli oceani.

Durante il Plutocene la biosfera è dominata da temperature elevate, analoghe alle ere preisotriche: Pliocene o al Miocene, quando le temperature globali erano da   2 a 4 gradi Celsius,  e il livello del mare di circa  20 – 40 metri superiori ai livelli preindustriali. In queste condizioni, i centri di popolazione e di allevamento nelle basse zone costiere e nelle valli dei  fiumi sarebbero inondati  e gli esseri umani costretti a cercare latitudini e altitudini  per sopravvivere. Quanto durerà il Plutocene? La lunghezza futura di questa era dipenderà da due fattori: dai tempi di decadimento del plutonio radioattivo ( 24.100 anni )  e della CO₂ in atmosfera (20.000 anni).

 

 

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Non illudetevi… Cambiate abitudini. Nicholas Georgescu-Roegen

Nicholas Georgescu-Roegen, un personaggio unico, un grande uomo di scienza, professore di economia all’Università Vanderbilt di Nashville, statista e filosofo, nato sul  Mar Nero in Romania.  Un uomo coraggioso che ha smascherato i limiti dell’economia tradizionale.

” l’economia è stata forgiata nel paradigma meccanicistico di Newton e Laplace, e prende in considerazione solo fenomeni atemporali, non tiene conto del ciclo di Carnot, delle scoperte di Clausius e Darwin, che racchiudono  in se stesse il concetto di irreversibilità.” Continua a leggere

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La tecnologia di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS)

La tecnologia di cattura e stoccaggio della CO2( CCS) detta anche “clean coal”, è una tecnica utilizzata   per catturare dai fumi delle centrali elettriche a carbone, le emissioni di biossido di carbonio. Dopo la cattura si procede al  sequestro: si provvede a iniettare il biossido di carbonio in specifici luoghi, come ad esempio nel sottosuolo a circa 7.000 metri sotto la superficie terrestre; a tali profondità, l’anidride viene conservata in profondi falde saline, che consistono in grandi sacche di salamoia che possono reagire chimicamente con questo gas, solidificandolo. Questa pratica non è efficiente come fin oggi si era pensato, le notizie che giungono dal  MIT (Massachusetts Institute of Technology )non sono incoraggianti. Continua a leggere

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