Archivio della categoria: Green Spirit Coach

La bellezza

Ogni essere, per differente che sia, possiede tre caratteristiche: unum, verum et bonum, cioè gode di una unità interna che lo mantiene nell’esistenza; è vero, perché si mostra così come di fatto è; e poi dovrebbe essere buono,  perché deve svolgere bene il suo compito insieme agli altri aiutandoli a esistere e a coesistere.

I maestri francescani medievali, hanno aggiunto all’essere un’altra caratteristica: pulchrum, cioè bello, basandosi sull’esperienza personale di San Francesco che “nel bello delle creature vedeva il Bellissimo”, tutti gli esseri, anche quelli che a prima vista possono sembrare orrendi,  osservandoli con affetto, nei particolari e nell’insieme, presentano, ognuno a modo loro, una bellezza singolare.

Fiodor Dostoevskij, con la sua continua ricerca della bellezza,  andava almeno una volta all’anno a vedere la bellissima Madonna Sistina di Raffaello, rimaneva a lungo in contemplazione davanti a quella splendida figura; era la sua terapia personale, perché senza di questa avrebbe disperato degli uomini e di se stesso, davanti ai tanti problemi che vedeva. Nelle sue opere ha descritto persone cattive distruttive e altre che vivevano immerse negli abissi della disperazione. Ma il suo sguardo, che metteva in rima amore con dolore condiviso, riusciva a vedere la bellezza nell’anima dei più perversi personaggi. Per lui il contrario di “bello” non era “brutto” ma utilitaristico, lo spirito di usare gli altri e così rubar loro la dignità.

 Ci ha lasciato la famosa frase: “La bellezza salverà il mondo” che appare nel libro “L’idiota” e nel  romanzo ” I fratelli Karamazov “, dove un Ipolit, domanda al principe Mynski “in che modo la bellezza salverebbe il mondo”? Il principe non dice nulla ma va da un giovane che sta agonizzando e lì rimane pieno di compassione e amore finché quello muore. Con questo voleva dire: è la bellezza che ci porta all’amore condiviso con il dolore, il mondo sarà salvo oggi e sempre fin quando ci sarà questo gesto.

 “Sicuramente non possiamo vivere senza pane, ma anche esistere senza bellezza” è impossibile, ripeteva. Bellezza è più che estetica, possiede una dimensione etica. La nostra cultura dominata dal marketing vede la bellezza come una costruzione del corpo e non della totalità della persona, ci sono bellezze fabbricate, fredde, incapaci  di diffondere luminosità. Dostoiewski osserva ne ‘I fratelli Karamazov’, che un viso è bello quando tu percepisci che in esso stanno litigando Dio e il diavolo, intorno al bene e al male. Quando il bene vince, erompe la bellezza espressiva, soave, naturale e irradiante. La bellezza è irradiazione dell’essere.

La bellezza è un valore in se stesso, non è utilitarista. E’ come il sole che fiorisce per fiorire, poco importa se lo guardano o no, così dobbiamo vivere la bellezza in mezzo a un mondo di interessi, scambi e mercanzie.

 

77 Visite totali, nessuna visita odierna

Il Plutocene

Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che deve soddisfare le esigenze del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie. Contiene due concetti fondamentali:  il concetto di “bisogni” e  l’idea di “limitazione” (Relazione Brundtland).  Ma quali sono le necessità umane? In cosa dobbiamo limitarci?

Con il secondo decennio del ventunesimo secolo è diventato chiaro che, l’homo sapiens piuttosto che spingere i suoi sforzi nella protezione della sua biosfera planetaria e delle specie viventi, continua a depauperare  le risorse rimanenti in armi, inclusi i missili nucleari, aumentando così il rischio di diffusione accidentale di radioattività sulla terra, negli oceani e in atmosfera. Con il tempo la possibilità diventa probabilità e la probabilità diventa certezza,  e le generazioni future rischiano di  annunciare  una transizione dall’era antropocenica ad un nuovo periodo geologico: il  Plutocene.

L’antropocene  è iniziato con la Rivoluzione Industriale nel 1750, e con l’insorgere di armi nucleari e emissioni nettamente aumentate della metà del XX secolo,  mentre il Plutocene, termine coniato dal paleoclimatologo Andrew Glikson, descrivere un periodo post-antropocenico segnato da uno strato sedimentario ricco di plutonio negli oceani.

Durante il Plutocene la biosfera è dominata da temperature elevate, analoghe alle ere preisotriche: Pliocene o al Miocene, quando le temperature globali erano da   2 a 4 gradi Celsius,  e il livello del mare di circa  20 – 40 metri superiori ai livelli preindustriali. In queste condizioni, i centri di popolazione e di allevamento nelle basse zone costiere e nelle valli dei  fiumi sarebbero inondati  e gli esseri umani costretti a cercare latitudini e altitudini  per sopravvivere. Quanto durerà il Plutocene? La lunghezza futura di questa era dipenderà da due fattori: dai tempi di decadimento del plutonio radioattivo ( 24.100 anni )  e della CO₂ in atmosfera (20.000 anni).

 

 

138 Visite totali, 1 visite odierne

The Imaginary Kingdom of Huelgoat Forest

By MOOWON.com

It is only when one looks closely with utmost stillness,
do the trees, rocks, and green mossy beings reveal their
secret festivals, conversations, and games.

Mass exodus. Mass migration. We scatter frenetically to multiple corners of the earth. We seek peace. We seek distractions. We seek enlightenment. We seek disconnection. Or we seek all of the above—and more—in this brief grace period called “vacation”.

Continua a leggere

301 Visite totali, 2 visite odierne

Il ritorno del femminile

La nostra generazione è cresciuta in un mondo materialista senz’anima.   Non possiamo più permetterci di continuare la presente storia patriarcale che cerca di dominare la natura, di sfruttare la Terra e i suoi popoli, attraverso il potere e l’avidità.  Abbiamo bisogno di sentire la voce del femminile, delle donne e della terra. Il femminile è la matrice della creazione, senza la sua piena partecipazione nulla di nuovo può nascere.  Continua a leggere

478 Visite totali, nessuna visita odierna

La forza più potente

1506590_1450578278496919_1211853133_n

La tenerezza per sua natura  è qualcosa di fondamentalmente diverso dalla sessualità, dalla fame o dalla sete. La tenerezza non è auto-propulsiva, non ha scopo, non ha un punto culminante e non termina bruscamente. Trova il suo soddisfacimento nell’atto in sé, nella gioia d essere cordiali e affettuosi, di prestare attenzione, rispettare un’altra persona e renderla felice. Nella nostra  cultura  c‘è  poco spazio per la tenerezza,  quante volte in un film troviamo manifestazioni di vera tenerezza? Le immagini dei mas midia annunciano solo violenza. Siamo  capaci di tenerezza, ma  la nostra cultura la scoraggia, perché è orientata a perseguire uno scopo o plasmarci per adempiere al loro scopo. Continua a leggere

399 Visite totali, 2 visite odierne

leonardo.da_.vinci_.06

Leonardo Da vinci, suscito molte invidie e gelosie, quando dalla campagna giunse a Firenze. Mostrò  immediatamente il segno del proprio eccezionale talento, in un ambiente con fortissima concorrenza, in cui gli incarichi per gli artisti provenivano in prevalenza dalla Chiesa. Come minare immediatamente l’ascesa dello straordinario Leonardo? Esattamente come oggi, con un’accusa falsa che lo estromettesse da ogni incarico. Continua a leggere

396 Visite totali, nessuna visita odierna