Archivio della categoria: Degrowth

La generazione Satori, “generazione illuminata”.

 

1483b4d8fca2121c8d0496cad229770c

Non vogliono auto o borse di marca o stivali di lusso, cercano verità essenziali. 

Lavorano a tempo parziale perché questo è quello che gli è stato offerto. In Giappone, sono conosciuti  come “satori” in termini buddisti “generazione illuminata.”  Liberi da desideri materiali, incentrati  sulla consapevolezza di sé, alla ricerca di verità essenziali.  Sono nati alla fine del 1980, quando il loro paese era un colosso economico, con le sue promesse di lavoro, e la celebrazione del consumo. I critici dei giovani satori, Continua a leggere

2,578 Visite totali, nessuna visita odierna

What happens when an infinite growth economy runs into a finite planet?

Impronta ecologica e biocapacità

 

 

Herman Daly ha chiamato questo nuovo mondo   “full world”.  Quali sono le  implicazioni economiche di vivere in un full world? Da un’attenta analisi scopriamo che l’economia globale è un’asta globale, nella migliore delle ipotesi. “Nella migliore delle ipotesi”, perché non tutti hanno accesso equo e completo all’asta. Molti contratti sono già stati firmati, in quanto alcuni paesi hanno “eserciti “ più grandi di altri, etc. L’essenza è questa, un mondo globalizzato  trasforma l’economia in un’asta globale,  con più persone che fanno   offerte per un numero inferiore di risorse.  Continua a leggere

726 Visite totali, nessuna visita odierna

La fragilità

Seminario “La fragile bellezza” Assisi. Nel discorso di apertura  Padre Mauro Gambetti Custode del Sacro Convento di San Francesco cita un testo antico. L’ episodio racconta di una donna che versa sul capo di Gesù un unguento profumato e i discepoli la giudicano molto male per quel gesto. Gesù invece elogia la donna per quello che ha fatto. “ Al centro c’è una donna, emblema della fragilità, non teme di manifestarla pubblicamente. È  la fragilità propria della cose gratuite, come quelle elargite da madre natura, esprime davanti a tutti i sentimenti che la animano, fino a donarsi con quel gesto. Gesù a differenza degli apostoli, sceglie e apprezza quella  fragilità.”                È la fragilità di chi non basta a se stesso e osa rendersi vulnerabile per stabilire un legame d’amore. La fragilità non è un difetto ma l’espressione della condizione umana. È la fragilità che genera sentimenti. Per Gesù la fragilità è una risorsa, l’assume e la valorizza. La fragilità  ha il potere di maturare sentimenti di tenerezza, compassione e può aprire nuovi insondati orizzonti di comprensione della realtà. Non  spinge a vincere. Conosce gli ultimi, non soltanto i forti. Abbracciare la fragilità è una strategia, una visione di vita, al contrario la ricerca di potere appare come un’atrofia del vivere. Osservate l’analogia fra gli  uomini è la natura. Ogni  essere umano vive serenamente solo quando quello che fa e che dice è in armonia con il proprio essere, non deve modificarsi per diventare un altro o per piacere al prossimo. La natura allo stesso modo  ci chiede di essere assunta per quello che è, non chiede modifiche  o manipolazioni, solo cosi può mostrare la sua bellezza. Siamo un tutt’uno con essa  e  ci insegna e ci invia un messaggio forte. Lasciamo che ci mostri nuove vie per la cura delle nostre società malate,  per acquisire tenerezza e conservare la nostra fragilità, collaborare e non competere, capire come essere responsabili dei suo doni gratuiti,  valorizzarli, e vivere  in simbiosi con la bellezza del creato. Continua a leggere

652 Visite totali, nessuna visita odierna

Decrescita

Già da tempo l’Europa ha deciso di introdurre nel calcolo del Pil la cosiddetta «economia non osservata», in particolare quella illegale: contrabbando, prostituzione e traffico di droga. A queste voci va aggiunta poi un altra novità: d’ora in poi le spese per armamenti e quelle destinate alla ricerca saranno conteggiate fra gli investimenti. Sembrerà assurdo, ma la decisione ha a che vedere con il tentativo di valutare in maniera il più possibile omogenea la ricchezza prodotta da ciascun Paese europeo. La Banca d’Italia stima che l’intera economia illegale varrebbe fino all ’11 per cento della ricchezza. Nello specifico, il fatturato delle droghe è stimato in 20-24 miliardi, quello della prostituzione in 7-8, il resto sarebbe quello del contrabbando di alcool e sigarette: in tutto 30-35 miliardi, circa due punti di Pil.  ( La Stampa)                                                                                              Ha senso considerare il commercio di droga e armi,  come ricchezza prodotta? L’’aumento di queste merci e quindi del Pil porta benessere alla popolazione?  Forse è il momento di  cambiare direzione, il sistema economico attuale non funziona. Quando si parla di “decrescita” molti immaginano di ritornare a vivere in comune nelle capanne. Non è questo! Non ci sono rinunzie, ma consumatori consapevoli e produttori coscienziosi. Non può esserci benessere dell’uomo se non è correlato con la tutela dell’ambiente, sono una sola entità, un solo grande ecosistema.

decrescita-it3

417 Visite totali, nessuna visita odierna

Cina: via il PIL, il benessere si valuta con ambiente e la povertà.

Che la ricchezza non basti a misurare il benessere non è una novità, ci sono infatti  vari tentativi nel mondo, di sostituire il Pil con altre misurazioni, come quella della “felicità” scelta dal Buthan. Ma ora è la Cina a muoversi, con oltre 70 città e distretti che hanno  2013_04_03_grabb_13855_0_rsz628x471abbandonato il Prodotto interno lordo come misura della performance locale, ponendo attenzione sull’ambiente e sulla riduzione della povertà,  proprio quando  l’OCSE progetta di sostituire il Pil con il suo Better Life Index. Continua a leggere

349 Visite totali, nessuna visita odierna