Archivio della categoria: Degrowth

Non illudetevi… Cambiate abitudini. Nicholas Georgescu-Roegen

Nicholas Georgescu-Roegen, un personaggio unico, un grande uomo di scienza, professore di economia all’Università Vanderbilt di Nashville, statista e filosofo, nato sul  Mar Nero in Romania.  Un uomo coraggioso che ha smascherato i limiti dell’economia tradizionale.

” l’economia è stata forgiata nel paradigma meccanicistico di Newton e Laplace, e prende in considerazione solo fenomeni atemporali, non tiene conto del ciclo di Carnot, delle scoperte di Clausius e Darwin, che racchiudono  in se stesse il concetto di irreversibilità.” Continua a leggere

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Il futuro siamo noi. Crescita Green o Decrescita?

  di Patty L’Abbate      Stralcio pubblicato su: Gazzetta del Mezzogiorno il 25 Settembre 2017

La nuova “post-normal science”, l’economia ecologica, di cui fanno parte  studiosi come Tim Jackson, Joan Martínez-Alier, Peter Victor, afferma che il degrado su larga scala degli ecosistemi richiede una trasformazione fondamentale del nostro sistema economico che va assolutamente allontanato dalla continua crescita economica.  Già dal 1971, l’economista e statista rumeno, Nicholas GeorgescuRoegen con la sua teoria Bioeconomica, segnò l’inizio di una nuova visione: lo sviluppo di un diverso tipo di struttura economica per un mondo ecologicamente vincolato. Nel frattempo, il mondo sceglieva una strada più blanda, la green economy che sostituiva la brown economy per virare verso uno  sviluppo sostenibile. Continua a leggere

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Le risorse naturali limitate

Immaginiamo di avere in banca un capitale che ci frutta interessi, se preleviamo solo gli interessi questi si rigenerano, ma  se  preleviamo capitale è chiaro che non potrà rigenerarsi e perdiamo interessi e capitale. Possiamo arrivare al punto di essere in deficit!

Questo è quello che è successo con il nostro pianeta, le risorse naturali non rinnovabili si stanno esaurendo, minerali, petrolio, gas naturale, e  le risorse rinnovabili  non hanno il tempo di rigenerarsi, perchè le nostre attività antropiche( attività economiche), si svolgono a velocità così elevate e notevolmente superiori a quelle dei cicli della natura da non permettere a quest’ultima di rigenerarsi.

L’ecosistema terrestre è un sistema chiuso, con una dotazione iniziale di capitale naturale, cioè di risorse rinnovabili e non rinnovabili, l’unica energia che arriva dall’esterno è quella solare, è un sistema quindi che si mantiene costante nel tempo. I cicli naturali come quello dell’acqua o del carbonio sono costanti , c’è un continuo scambio di energia, e alla fine il ciclo si chiude e ricomincia di nuovo. Il sistema economico non fa questo, al contrario  è vincolato da una differenza positiva tra il capitale finale e quello iniziale, insomma:  il PIL anno dopo anno deve crescere! Così, ci troviamo di fronte ad una grande scatola chiusa,  l’ecosistema terrestre, con  dimensioni fisse, e all’interno abbiamo  il sistema economico in continua crescita con una velocità incontrollabile.  Andando avanti così, la scatola esploderà!

Video    Patty L’Abbate e Giulio Albano:decrescita.

 

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Cambiamenti climatici e stili di vita

Un piccolo cambiamento, nelle tue abitudini sbagliate può fare tanto.
I negozi sotto casa dei nostri paesi, sono i luoghi in cui oltre a fare la spesa ci si concede anche due chiacchiere, un sorriso. Non usciamo di casa solo per acquistare merce, non è il prezzo del prodotto l’unica cosa da valutare, c’è molto altro. Continua a leggere

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Destra e sinistra addio

 

 

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“Destra e Sinistra addio’. Per una nuova declinazione dell’uguaglianza.

Il libro di Maurizio Pallante, fondatore del Movimento Decrescita Felice.

L’autore ha illustrato le contraddizioni che animano l’attuale modello economico, la diffusa sudditanza fra le parti politiche rispetto al mito della crescita e l’illuminante messaggio lanciato da papa Francesco nell’enciclica “Laudato si”. Il concetto è espresso in termini di risorse, cioè di una diminuzione dei consumi di risorse della terra da parte dei popoli che hanno più del necessario, al fine di aumentare la quantità di risorse utilizzabili dai popoli che hanno meno del necessario per sostenere una loro crescita economica sana, cioè diversa da quella non compatibile con i limiti della biosfera dei popoli ricchi.  Continua a leggere

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Sostenibilità o transizione?

Circolo Decrescita Felice di Bari

Sostenibilità o  transizione?

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TUTTI  i Paesi del mondo mirano alla crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL), per aumentare il tenore di vita dei cittadini e  far crescere il livello di occupazione. In realtà questo indicatore ha senso solo all’interno di una società basata sul modello economico che abbiamo perseguito fin ora, fondato sulla crescita dei consumi materiali e sulla  competitività nelle relazioni internazionali. Questo modello ha anche portato alla crescita della quantità di CO2 in atmosfera, al depauperamento delle risorse non rinnovabili, all’aumento dell’impronta ecologica mondiale, alla crescita del divario fra ricchi e poveri, all’aumento del degrado ecologico e sociale. In aumento c’è anche la temperatura del globo, e per evitare ulteriori danni al sistema dovuto ai cambiamenti climatici, è necessario sostituire le fonti fossili con energia  rinnovabile,  ma non basta, prima di tutto vanno ridotti gli sprechi energetici e quindi  il consumo di merci che non soddisfano reali bisogni. Le merci e l’energia sono direttamente proporzionali, non possiamo ottenere alcun tipo di merce senza l’utilizzo di energia.

È necessario un viraggio, una rivoluzione culturale, che attui dei  modelli basati  su valori diversi da quelli perseguiti fin ora, ponendo al centro i bisogni dell’ ecosistema di cui l’uomo è parte integrante e  non le necessità del “mercato”.

 

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