La forza più potente

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La tenerezza per sua natura  è qualcosa di fondamentalmente diverso dalla sessualità, dalla fame o dalla sete. La tenerezza non è auto-propulsiva, non ha scopo, non ha un punto culminante e non termina bruscamente. Trova il suo soddisfacimento nell’atto in sé, nella gioia d essere cordiali e affettuosi, di prestare attenzione, rispettare un’altra persona e renderla felice. Nella nostra  cultura  c‘è  poco spazio per la tenerezza,  quante volte in un film troviamo manifestazioni di vera tenerezza? Le immagini dei mas midia annunciano solo violenza. Siamo  capaci di tenerezza, ma  la nostra cultura la scoraggia, perché è orientata a perseguire uno scopo o plasmarci per adempiere al loro scopo.

Tutto ha un suo scopo, tutto ha una sua precisa meta che deve essere raggiunta, il nostro primo impulso è sempre quello di raggiungere qualcosa. Siamo poco interessati al processo vitale in sé che si esaurisce nel vivere, nel mangiare o nel bere o nel dormire o pensare o provare un sentimento o vedere qualcosa. Se la vita non persegue alcun fine, allora ci sentiamo insicuri, ci chiediamo a che cosa serva. Lo scopo deve essere raggiunto a qualunque prezzo.  La tenerezza è la forza più umile, eppure è la più potente, per cambiare il mondo. Non è tenerume, non è debolezza, ma forza che sboccia solo in un cuore libero, capace di offrire e ricevere amore. L’attitudine alla tenerezza è un’esigenza ,e una componente costitutiva per una piena realizzazione dell’umanità della persona. Una persona non può dirsi adulta se non si sforza di acquisire questo modo di essere, rispettosa, capace di meravigliarsi di fronte al cosmo e alla vita. L’alternativa è il vuoto, la negazione delle dimensioni più profonde della nostra interiorità e dei suoi valori più alti. Lasciarsi sfuggire la tenerezza è lasciarsi sfuggire la vita. E come non c’è vita senza rischi, così non c’è tenerezza senza rischi. Ma il rischio più grande è di non vivere la tenerezza.  Quando il cuore umano non sarà  più in grado di commuoversi, e  uomini e  donne perderanno la capacità di essere sensibili alle gioie e alle sventure degli altri, non ci sarà più futuro per l’umanità. La tenerezza non rappresenta  un optional, ma una vocazione profonda che umanizza  e rende amorevoli, capaci di ascolto, di accettazione, di giusta stima e tolleranza. Essa apporta alle facoltà superiori una particolare carica di sensibilità, una capacità affettiva di condivisione di sé per gli altri, senza le quali la ragione si trasformerebbe in razionalismo e la libertà in dominio e prevaricazione. Al di fuori della tenerezza non c’è, e non ci potrà mai essere autentica umanità.

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