Archivio mensile:gennaio 2018

Smog, il nostro Paese ad un passo dalla Corte di Giustizia

 Il Commissario Europeo per l’Ambiente Karmenu Vella, ha inviato una lettera ai ministri dell’Ambiente di Germania, Italia, Francia, Spagna e Regno Unito. I ministri sarebbero stati convocati il 30 Gennaio, per chiarire “come e in che tempi si vuole raggiungere il rispetto” delle principali direttive europee in materia di qualità dell’aria. Il nostro Paese è sotto accusa per i livelli di concentrazione di  biossido di azoto (NO2), tipico delle emissioni dei motori diesel, e del particolato atmosferico. Se i governi nazionali non dovessero rispondere per tempo la Commissione procederà al passaggio successivo della procedura d’infrazione, ovvero al deferimento alla Corte dell’Unione europea.

In 23 paesi e oltre 130 città, la qualità dell’aria è sotto i limiti ammessi. La Commissione Europea aveva fissato al 2005 la scadenza per far rientrare i valori delle PM10 (le polveri sottili) e al 2010 quella per i livelli del biossido di azoto (NO2), nessuna data è stata rispettata e dal 2008 sono cominciate le procedure legali: per le PM10 sono coinvolti 13 stati, per l’NO2 sono 16, in entrambi gli elenchi c’è l’Italia.

 Ogni anno nella UE muoiono prematuramente 400mila persone a causa dello smog e molti di più sono i cittadini che sviluppano malattie cardiovascolari e respiratorie. Secondo la Commissione Europea nel 2013 l’inquinamento da biossido d’azoto, dovuto soprattutto al traffico stradale, ha causato quasi 70mila morti premature in Europa, all’incirca tre volte il numero dei decessi da incidenti stradali. Peggiori sono gli effetti delle emissioni di PM10, che ricordiamo essere cancerogeno, causate dal consumo di energia elettrica, dal riscaldamento, dai trasporti, dall’industria, purtroppo solo in Italia ogni anno provoca più di 66mila morti premature.

Cosa fare? Cambiare stile di vita, incentivare la mobilità sostenibile, costruire ciclovie e una rete di  mezzi pubblici elettrici in grado di supportare e collegare lo spostamento tramite biciclette. Per ridurre le emissioni di NO2 e di particolato, è necessario eliminare  il maggior numero di auto dalle nostre strade, questo renderebbe la vita urbana più sicura, più economica, più silenziosa e decisamente più piacevole.  Accanto alla gestione sostenibile dei  trasporti, ulteriori passi devono essere effettuati per il riscaldamento privato e le emissioni provenienti dal  comparto industriale.

IL PM10

La sigla PM10 significa Materia Particolata, ovvero particelle microscopiche presenti nell’aria,  dal diametro inferiore a 10 millesimi di millimetro. Queste particelle, chiamate anche polveri fini e ovviamente non visibili a occhio nudo, sono considerate cangerogene, e la loro pericolosità è direttamente proporzionale alla dimensione: più piccole sono le particelle e più in profondità potranno permeare il nostro apparato respiratorio. Sono composte da frammenti di sostanze organiche (fibre animali e vegetali, pollini, batteri, spore) e inorganiche (metalli pesanti, fibre di amianto, solfati, nitrati, polveri di carbone e di catrame, ecc). Per contrastare l’aumento di queste particelle è necessario porre in tatto buone pratiche e comportamenti  virtuosi, come contenere i consumi energetici, evitare inutili sprechi nella gestione degli impianti di riscaldamento (attraverso una corretta regolazione degli orari di accensione, il controllo della temperatura massima, la corretta gestione degli accessi ai locali pubblici e esercizi commerciali, ecc.). L’uso di  legna in caminetti aperti, e  di pallet è anche fortemente sconsigliato, da una ricerca Enea, il 99% delle emissioni di particolato del settore civile è dovuto proprio alla combustione delle biomasse legnose. Paradossalmente le Istituzioni hanno finanziato in varie forme sia l’uso di auto più ecologiche, che  le fonti d’energia “relativamente più sporche”, benché rinnovabili come il pellet.

Provenienza delle emissioni di PM10 suddivise per macrosettore

Provenienza delle emissioni di  NOx,  suddivise per macrosettore

 

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Un nuovo modello economico, un nuovo stile di vita.

Molte cose sono cambiate. Viviamo in un mondo completamente diverso. La rottura era già nell’aria ancora prima della crisi finanziaria. Il modello stava già cadendo a pezzi: l’idea di un’economia che promuove sempre più i consumi, se necessario creando sempre più debito, non funziona. Era già in difficoltà nel 2006. Quando arrivò la crisi finanziaria, sembrava che tutto potesse tornare come prima. Ma il modello economico attuale crea disuguaglianze, crea problemi ambientali, crea un sistema finanziario instabile, non sta migliorando la vita delle persone, rendendole più felici. Continua a leggere

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La teoria delle stringhe

Dalla fine degli anni sessanta esiste una nuova teoria delle particelle elementari nota come «string theory» (mal tradotta «teoria delle stringhe», invece che delle corde) nella quale tutte le particelle elementari corrispondono a stati di vibrazione diversi di un’unica entità: una cordicella vibrante (come se, in un certo modo, particelle diverse corrispondessero a note musicali diverse). Essa ci offre quindi una eccitante visione della natura come minuscole parti di stringa che oscillano in uno spazio con dimensioni nascoste sovrapposte. Tutte le implicazioni di queste idee sono ancora da comprendere. Le stringhe possono oscillare in un infinito numero di modi differenti, come le corte di un violino, che creano diversi suoni in un brano musicale. Qualcuno ha però visto queste cosiddette stringhe? La risposta è “no”.

  Einstein realizzò che spazio e tempo, sono soltanto differenti aspetti di un singolo oggetto che egli chiamò spazio-tempo. Corpi di enormi dimensioni, come pianeti, possono deformare e distorcere lo spazio-tempo e la gravità,  come un peso che posizionato su un tappeto elastico creerà una depressione in cui un vicino oggetto potrà rotolare, così un corpo di enormi dimensioni come un pianeta può distorce lo spazio, attraendo gli oggetti vicini.

Una delle sue più sorprendenti e significative ipotesi è che lo spazio-tempo non sia quadridimensionale ma a dieci dimensioni. E’ solo nelle dieci dimensioni dello spazio-tempo che la Teoria delle stringhe funziona. L’idea di dimensioni nascoste fu effettivamente avanzata molti anni prima della formulazione della Teoria delle stringhe dal tedesco T. Kaluza e dallo svedese O. Klein. Avendo descritto brevemente dopo Einstein il ripiegarsi dello spazio nella relatività generale, essi considerarono cosa sarebbe successo se una dimensione spaziale fosse stata ripiegata e ricongiunta a se stessa formando un cerchio. Le dimensioni di questo cerchio avrebbero potuto essere molto piccole, persino così piccole da non poter essere osservate. Avrebbero potuto essere nascoste alla vista. L’elettromagnetismo diventa allora una conseguenza del cerchio nascosto con il moto in una dimensione nascosta che sia carica elettricamente.

 Si suppone anche che,  in un pre-Big Bang, l’universo avrebbe subito una specie di collasso gravitazionale in un regime ancora «classico» (ovvero senza effetti quantistici rilevanti) fino a raggiungere i valori massimi di densità, temperatura e curvatura consentite dalla teoria delle stringhe. A questo punto l’Universo sarebbe entrato in una fase quantistica da cui sarebbe poi uscito per dar luogo all’Universo con la sua storia che conosciamo. Il Big Bang è così sostituito da un «Big Bounce» (Grande Rimbalzo). Questo potrebbe anche spiegare le condizioni «iniziali» molto finemente sintonizzate («fine tuned» in inglese) che servono a spiegare l’universo attuale e che, in assenza di una fase antecedente, hanno bisogno di nuovi paradigmi come quello dell’inflazione cosmologica. In altre varianti di questo scenario il processo di contrazione ed espansione si ripete all’infinito (universo ciclico).

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L’economia circolare …costretta a cambiare titolo per gli incompetenti, leggete tutto l’articolo, non vi fate strumentalizzare.

 

Fonte: The Guardian Dicembre 2017

Gli esseri umani hanno usato il letame animale come combustibile fin dal periodo neolitico, e hanno saputo come ottenere gas infiammabile dalla decomposizione della materia organica dal 17 ° secolo. I digestori anaerobici su piccola scala sono comuni in molti paesi in via di sviluppo, mentre gli impianti più grandi che producono calore ed elettricità dal letame animale e dai liquami umani sono da tempo utilizzati nei paesi occidentali. Eppure l’energia contenuta nella maggior parte degli escrementi va ancora sprecata.   Continua a leggere

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